Perfect day

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Le giornate successive ai grandi impegni di lavoro mi lasciano svuotato come un sacchetto di plastica usato (l’immagine suggerisce anche qualcosa di peggio).

Resta una sensazione vaga di essere un po’ più vecchi e di aver aggiunto altri ricordi alla memoria a cui ritorneremo con affetto, nonostante tutto…

3 Comments
  • Andrea Guglieri
    giugno 13, 2010

    Ciao Giovanni
    apprezzo questo tuo modo -pudico ma sincero- di metterti in pubblico.
    Ti auguro di sentirti “svuotato” perché hai dato molto e non perché sei uno strumento usurato.
    Spesso ho sentito da amici scout il loro slogan: “lasciamo il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”. Ci riflettevo giorni fa, e ho pensato una variante che mi pare pertinente con ciò che scrivi: vorrei lasciare me stesso, e gli altri, un po’ meglio di come li ho trovati. Nel senso che anche dentro ingranaggi più grandi di noi, e in un mondo che pare difficile cambiare con le nostre forze, il metodo del dare e del voler bene, lascia un segno positivo. E poi tanti segni insieme, chissà, cambieranno il mondo in meglio. La malinconia e Lou Reed hanno un fascino bellissimo, ma non ci possiamo fermare lì.

  • Nic
    giugno 13, 2010

    Invece secondo me la malinconia a volte ci sta tutta…. E ci sta sentirsi svuotati dopo particolari “pesanti fardelli” da portare (frodo lo sa bene!!)

    dai che domani ci sarà qualche madame di via currò ti farà i complimenti

  • Giovanni
    giugno 14, 2010

    Accidenti Nic, la citazione del “Signore” è sontuosa… Adesso bisognerebbe scrivere “L’anello della Lanterna”.
    Andrea, hai perfettamente ragione ma il bello di Lou Reed è proprio quello di essere un uomo di strada, e per la strada vengono le malinconie che poi passano, andando avanti, incontrando altre persone, cambiando paesaggio.

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