Visioni familiari 2/ Il panino con la porchetta della Fiera di S. Pietro

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Ci sono poche cose capaci di rendermi terribilmente felice e una di queste è il panino con la porchetta che annualmente, come in una imBarbarita cerimonia del thè, acquisto e consumo alla Fiera di S. Pietro a Genova.
Per chi vuole sentirsi per qualche attimo terribilmente umano consiglio di procedere…

12 Comments
  • Marta
    giugno 27, 2010

    In Peru’ fanno un panino molto simile che pero’ a mio giudizio ha un valore aggiunto incredibile. Al pane e porchetta (che la’ si chiama jamon del norte o jamon del pais) aggiungono un po’ di cipolla rossa lasciata macerare un’oretta con succo di lime una goccia d’olio e a piacere un pochino di peperoncino (aji)..Questa delizia si chiama Butifarra.. provare per credere..

  • Giovanni
    giugno 27, 2010

    Ho appena finito di consumare il mio panino corrroborato da una birra e per chiudere dal gelato del “Siculo” che in zona Foce resta un “must”. Ho un amico peruviano qui a Genova che per un po’ mi ha istruito sulla gastronomia peruviana e sugli alcolici (ho bevuto molto mezcal e rhum agricolo che lui mi portava direttamente dalla patria) ma devo dire che il suo piatto migliore era la tagliata ancora oggi credo insuperabile…

  • Nicoletta
    giugno 28, 2010

    Marta, la questione cipolla rossa macerata nel lime è davvero da approfondire………….

  • isabella
    giugno 28, 2010

    le giornate passate da jorge 🙂 hanno messo un’ipoteca importante sul mio fegato… ma la soddisfazione rimane insuperata negli anni. non sono certa della qualità degli ingredienti ma la simpatia unita a come ce la raccontava… facevano tutto il resto ;D

  • Giovanni
    giugno 29, 2010

    Jorge e Santiago (come dimenticare Santi e i suoi insuperabili “vodkatini”) hanno rappresentato e rappresentano insieme a tutta la fauna che gira intorno a loro e in cui orgogliosamente mi riconosco, un’oasi di normalità non ancora divorata dal leviathan che si nutre di tempo libero e di ansia. Per quello che riguarda il fegato credo che il “tchutchuasi” il terribile distillato che Jorge ad un certo punto tirava fuori millantandone la potenza afroisiaca sia ancor oggi la minaccia più insidiosa che il mio sistema digerente (e nervoso) abbia dovuto sostenere…

  • isabella
    giugno 29, 2010

    il “tchutchuasi”!!! come ho potuto dimenticarlo! mi ha quasi ucciso in un paio di occasioni quel delinquente di peruviano!
    secondo me, in cantina, due o tre cadaveri di quella fauna di cui prima… li ha messi nel freezer 😉

  • Giovanni
    luglio 3, 2010

    Migliori piatti mangiati da Jorge:
    1) Tagliata
    2) Chili con carne
    3)Paella

  • isabella
    luglio 4, 2010

    no no aspetta ce ne stava un altro che ho ritrovato in messico.. il cevice (che ovviamente non si scrive cosi ma piu o meno suonava simile) polpa di pesce marinata nel limone e spezie random …buonizzimo!

  • Giovanni
    luglio 4, 2010

    Giusto! E la salsina che ti propinava con la litania legata al potere afrodisiaco… “Così escopi sino a domani mattina ah ah ah”

  • isabella
    luglio 4, 2010

    ah ah ah ! il commento con inconfondibile accento peruviano era la parte migliore del pranzo!
    devo dire che quasi tutto quello che cucinava, secondo lui, avrebbe dovuto farci escopare tutti come ricci… vabbe… forse sara il caso che io torni a mangiare da jorge 😉
    ogni tanto passo a salutarlo, e ormai l’aperitivo me lo offre senza litigare sullo sconto,..pero pero… confesso mi mette un po’ di malinconia.

  • Giovanni
    luglio 4, 2010

    Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: l’uomo ti offriva l’eccitante non la materia… Santi, in effetti, aveva delle amiche non precisamente ispirate a delle vergini martiri ma entrambi si sono comportati sempre come rigorosi barman proessionisti… Oggi sei tu malinconica Isa, il vechio Jorg è più in forma che mai, anch’io ci passo di tanto in tanto a risentire la sua cantilena sudamericana

  • isabella
    luglio 4, 2010

    lo so che lui ci da ancora un sacco di punti 😉 mi manda affanculo con grande allegria ogni volta che entro 🙂 mi mette malinconia piu che altro il ricordo di quel che non torna.
    roba da anziani che mi fa incazzare… ma a volte mentre sono li vedo fotogrammi di risate, di ore passate a cazzeggiare, di racconti, di desideri impossibili, di ritorni a casa con passo dignitoso ma moooolto lento 😉 si credo sia quello che mi mette un po’ di malinconia.

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