Dedicato a Lelio

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Lelio Luttazzi è stato per me l’archetipo di uomo che sarei voluto diventare quand’ero piccolo. Mi piaceva il suo essere serio ma nello stesso tempo divertente, capace di parlare forbito ma anche di cantare con Mina e consideravo il suo modo di vestire, lo smoking e la pochette uniti alla montatura degli occhiali scura e pesante, l’ideale a cui un uomo adulto avrebbe dovuto riferirsi. Ridevo alla battute di Luttazzi che mi godevo acora di più di quelle di Vianello (altro mito) perchè erano più rare e scaturivano all’improvviso, sfolgoranti e geniali come le sue improvisazioni al piano.
Purtroppo era un mito inarrivabile, io non so suonare il piano, non ho la sua voce, niente di sfolgorante e Lelio Luttazzi se n’è andato. Non ce n’erano molti come lui, anzi, era proprio unico.

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