Bastardi senza gloria

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Con l’estate ho cercato di rimediare ai diversi “buchi” presi nel corso dell’anno e uno di questi era la visione del film di Quentin Tarantino “Bastardi senza gloria”. A Tarantino va tutta la mia ammirazione per la capacità che ha di trovare sensi e strutture nel materiale scartato dagli altri o da quelle produzioni planetarie considerate di serie B (fumetti, film etc.) ma che lui ha il dono di mettere sotto una prospettiva diversa, una luce che permette al regista di ricreare dimensioni nuove, far emergere significati altrimenti indicibili. Tarantino è una garanzia per questo. Nonostante il film contenga qualche gemma,su tutte l’interpretazione di Christoph Waltz nei panni di Hans Landa ma anche “putting out the fire” riusata a distanza di “solo” trent’anni come tema di Shosanna Dreyfus quando fu già tema di un’altra donna pericolosa, la pantera Nastassja Kinski, bene, detto questo sono rimasto un po’ deluso. Un conto è se si rielaborano i generi con originalità come in Kill Bill dove gli innesti sono sapienti e le contaminazioni geniali, un altro conto è se si prendono quasi di sana pianta due vecchi film (li cito “Vogliamo Vivere” di Lubitsch e “Quella sporca dozzina” di Aldrich) si sovrappongono con il giusto tocco autoriale, indiscutibile, e si propone il film come originale. Un conto è ispirarsi e un altro conto un cocktail di cose già viste. E non solo. La figura di Hitler è stata ampiamente analizzata, studiata, dissezionata. E’ un personaggio storico a tutti gli effetti, e a quel punto la verosimiglianza storica (non solo nell’aspetto fisico) andrebbe rispettata, Hitler e i nazisti erano tutto tranne che scemi, tant’è vero che il capo del nazismo si uccise con le sue mani nessuno ci riuscì pur provandoci in tanti. Perchè cambiare il senso della storia così arbitrariamente, perchè coinvolgere proprio lui quando si poteva realizzare un film con le stesse ambientazioni e la stessa ironia pure con le giuste proporzioni storiche. Lubitsch ci riuscì rispettando la storia e senza troppi spargimenti di sangue sessant’anni fa.

5 Comments
  • Giovanni
    agosto 7, 2010

    Aggiungo in un post il link di “Vogliamo Vivere” e di “Quella sporca dozzina”

    http://www.youtube.com/watch?v=Rn7PpGNrzck&playnext=1&videos=HeZJCwtBKnU

    http://www.youtube.com/watch?v=C-wNuIBaNBY&playnext=1&videos=o-F6kVk69t0

    Aggiungo ancora “Dove osano le aquile” certamente pertinente

  • Barbara
    agosto 7, 2010

    Una lacuna da colmare (i due film che hai coltamente citato) che mi ha però permesso di godere a pieno del film di Tarantino che per me, al contrario, è stato uno dei migliori della scorsa stagione.
    Tarantino si è divertito un sacco, si è preso tutte le soddisfazioni che sotto sotto molti di noi vorrebbero prendersi e, sì, ha giocato con la storia dribblandola allegramente e ha realizzato desideri.
    Si è trastullato abilmente con le coscienze di tutti loro e di tutti noi.
    Ti lancia alibi morali come dolcetti gratis e ti smaschera ridendo quando alla fine sbavi e corri anche tu prenderli.
    Perché è bello punire il bastardo, fargliela pagare, ottenere giustizia, a qualunque costo. Per quanto a livello immaginario, ammettiamolo: è tragicamente liberatorio.
    Perché bastardi senza gloria lo siamo anche noi, lo siamo tutti. Quando ci convinciamo che una cosa è giusta non abbiamo scrupoli ne’ pietà e la nostra fantasia varca ogni limite rassicurando e giustificando le nostre coscienze.
    Ridiamo guardando gente che disprezziamo seduta in un cinema a ridere nel vedere persone massacrate e ci sfugge il fatto che noi stiamo facendo esattamente la stessa cosa: stiamo aspettando frementi che quella gente che disprezziamo venga massacrata trattenendo, noi, a stento la gioia.
    Alla fine dov’è la differenza?
    Se si fosse attenuto alla storia avrebbe solo fatto l’ennesima ricostruzione storica. E che senso avrebbe avuto?

    (PS: io l’ho visto in lingua originale coi sottotitoli in italiano e ne ho poi rivisti alcuni pezzi doppiati. Una differenza abissale. Questo è uno di quei film che non vanno assolutamente visti doppiati. Si perde un 50%)

  • Giovanni
    agosto 8, 2010

    Non so, conmprendo quello che dici tu, ne do atto a te e Quentin 😉 ma alla fin fine io tutta questa provocazione, ‘sto transfert tra me e Hitler non l’ho colti… Vero è che più che una citazione colta la mia è un’ossessione infantile, il secondo film che ho visto nella vita è stato “Quella sporca dozzina” e per anni sono vissuto a pane e film di guerra. Conosco a menadito “La grande fuga”, “Dove osano le aquile” “Il ponte sul fiume Kwai” etc. e le più intime sfumature della sceneggiatura. “Vogliamo vivere”, invece, è una scoperta più recente (nonostante l’età del film), ma fondamentale, la brillantezza delle battute è ancora viva e i personaggi di Hans Landa e del giovane eroe di guerra “devono” molto a quel film.
    Ribadisco, un conto le contaminazioni, un conto le trovate geniali (Salma Ayek vampira in un autogrill messicano uber alles) 🙂 un altro conto è la “pigrizia” furba un po’ alla Fellini ultima maniera, un mix da mestierante, qualche tocco di classe, indubbio, il merchandising che fa il suo lavoro e tutto fila liscio come l’olio.

  • Nicoletta
    agosto 10, 2010

    a me ha ricordato molto l’esperimento di dick “al contrario” nella svastica sul sole (in inglese The Man in the High Castle…..BHO i misteri delle traduzioni)

    però conocordo con giovanni, non mi è piaciuto quanto altri film di tarantino… come kill bill

  • Giovanni
    agosto 11, 2010

    Dick aveva i controcoglioni e in quel libro inaugurò un genere della fantascienza (credo sia il primo caso) chiamato “ucronia” l’ipotesi che il corso della storia abbia preso un’altra direzione rispetto a quella reale. Lui, immaginò il futuro come se le forze dell’asse avessero vinto la seconda guerra mondiale lo fece con scrupolo rispettando tutti i dettagli. Tarantino spinge sulla visionarietà e sul delirio di onnipotenza del regista, capace di cambiare il corso della storia. Peccato che abbia copiato, quasi tutto, di sana pianta (anche tutta la tematica degli svelamenti per errori di conoscenza della lingua è mutuata da “La grande fuga”) 🙂

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