Il Decameron

Quando Boccaccio pensò di scrivere il “Decameron” fece un’operazione complessa non tanto nella raccolta delle storie e nel complesso sistema etico in cui strutturò la prima parvenza di romanzo, fece a mio parere, una cosa ancora più complessa, comprese che era il momento di prendere sul serio quelle che tutti pensavano fossero cazzate da raccontarsi nei momenti di svago tra amici, storie e storielle di varia natura. Insomma comprese che in realtà quelle storielle, molte a sfondo sessuale, testimoniavano che tra un’invasione barbarica e l’altra un papa e un anti papa, erano cambiati radicalmente i canoni con cui si leggeva la realtà. E Boccaccio lo raccontò, poi pentito ripudiò l’opera e divenne profondamente religioso. Pasolini riprese il Decameron e con una spettacolare operazione si sforzò di comprendere meglio il senso di quell’opera. Una rilettura quella del poeta che puntava su una calligrafica descrizione degli ambienti e delle lingue che descrivevano la profondità ancora ineplorata delle culture e dei costumi che ci hanno formato. Un’operazione gravosa e definitiva che l’Italia democristiana di allora definì oscena. Pasolini fu ucciso. Un ragazzo intervistato all’uscita dall’esame di maturità appena superato ha definito il “Decameron” un libro che parla di sesso.
Il paradosso degli italiani è quelllo di non essere all’altezza di loro stessi, pronti a smentire subito ogni eccesso di intelligenza.

2 Comments
  • isabella
    agosto 3, 2010

    santo cielo. concordo su ogni parola! devo essere piu stanca del solito! 🙂

  • Giovanni
    agosto 4, 2010

    Devi essere proprio distrutta 😉

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