La pantera rosa

E’ difficile trovare simboli o idee che in uno stesso tempo abbiano rappresentato più concetti o, più banalmente, cose. La pantera rosa è un film ma indica al tempo stesso un diamante che è l’argomento dominante del film. Nella sigla del film il regista si inventa il disegno di una pantera rosa che, a sua volta, diventa il personaggio di un cartone animato che negli anni 70 spopolò. La pantera rosa è poi, non secondariamente, il motivo musicale che è tutt’uno con il film e il cartone animato. Insomma, la pantera rosa è un sistema complesso e per chi se lo ricorda, è impressionante pensare che tutti i cartoni animati erano ritmati, scanditi sempre dallo stesso identico motivo musicale. Ma non solo. “la pantera rosa” intesa come film sintetizzò il genio creativo di tre figure di primo piano nel panorama artistico degli anni ’70: il vulcanico regista Blake Edwards, uno dei più grandi compositori moderni, Henry Mancini e Peter Sellers, l’ispettore Clouseau uno dei personaggi più comici del cinema moderno. Ma non solo. La pantera rosa è la cifra di uno stile raffinato, sobrio, ironico di un tempo che è alle nostre spalle. Si rideva di Clouseau ma si ammirava anche David Niven nei panni del ladro gentleman che voleva rubare il famoso diamante. Si rideva anche nella serie di cartoni animati (e qui è già più difficile capire) dove la stralunata hippie pantera, si introduceva in avventure inverosimili come, del resto, era inverosimile pure il suo personaggio. Eppure si rideva. Poi la pantera rosa perse pian piano il suo fascino, il disegno si fece più materiale e leavventure banali senza più surrealtà, probabilmente perchè nessuno la capiva più (la surrealtà) e quindi scomparve. Come le lucciole per Pasolini. Un segno dei tempi.

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