L’aereo più pazzo del mondo… Se non ci fosse da ridere sarebbe una tragedia

Di che cosa ridevano greci e romani? Più o meno di quello che ridiamo noi adesso. Bergson catalogò le origini del riso in una serie di categorie universali, che andavano da Plauto al Vaudeville. Il cinema ha portato però, nel frattempo, tutta una serie di altre ragioni per ridere, una su tutte per esempio, fu lo sconsolato sguardo di Oliver Hardy verso la telecamera, vietatissimo allora per delle regole formali ma che si rivelò di devastante comicità. Da allora c’è stata un’accelerazione e il cinema ha arricchito il nostro immaginario complicandolo piacevolmente a nostro favore offrendoci la possibilità di fare ancora tante risate su rappresentazioni filmiche che, in ogni caso, contevano come filo conduttore per far ridere le regole auree: il paradosso, l’assurdo, l’impossibile che diventa realtà. Guardavo l’altra sera per l’ennesima volta “l’aereo più pazzo del mondo” e ridevo, come sempre. Ridevo perchè c’erano degli operatori alla torre controllo fuori di testa e drogti, perchè si fa del sesso nella cabina dei piloti, perchè un’intossicazione colpisce tutto l’equipaggio, ridevo perchè la torre di controllo non trovava più sul radar l’aereo e perchè un tipo si dava fuoco nell’areo provocando dei guasti… Poi ripensandoci mi sono detto: “Ma che cazzo c’è da ridere, negli anni tutte queste ridicole assurdità si sono verificate”. Non ve le elenco, mi affido alla vostra memoria ma pensateci un attimo, è vero! E allora cosè la comicità? L’ipotesi di una tragedia non ancora compiuta, oppure l’accelarazione assurda della nostra esistenza? Non so, ragazzi, però vi do un consiglio: Tenetevi forte!

3 Comments
  • Marco
    settembre 13, 2010

    ahahaha! Io opto per la seconda ipotesi…
    La meravigliosa saga dell’aereo più pazzo del mondo è la dissacrante reinterpretazione di tutti i film tragedia degli anni ’70, come “Airport 75”, “Airport 77” e “The Concorde: Airport 79”.
    Non si deve escludere dalla mischia altri film catastrofici, all’epoca in voga(ma come non gli passava!?), dai temi senza speranza: black out continentali, terremoti planetari, predatori animali contro tutta l’umanità…
    Di questi tempi sono tornati in voga (vedi 2012 o la precedente saga di Final Destination), con effetti speciali che ci consentono un maggiore dettaglio della morte, ma che ci vuoi fare, siamo fatti così, saltiamo da umori sbarazzini ad angosce logoranti come bere un bicchiere d’acqua 😀

  • Giovanni
    settembre 14, 2010

    Sì, in effetti, ripensando al mio post, volevo esprimere una sensazione e cioè che la realtà in cui viviamo è come l’aereo più pazzo del mondo solo che non fa ridere. Non volevo cadere in una deriva nostradamusiana, anche se le considerazioni finali mi hanno riscattato. L’assenza di ironia dalla realtà è ciò che paradossalmente la rende comica, si pensi alle esibizioni dal balcone di Palazzo Venezia di Mussolini o i discorsi isterici di Hitler a folle oceaniche colte da uno dei più grandi geni comici di sempre, Charlie Chaplin…
    I film catastrofici sono catartici, ci fanno esorcizzare paure che in fondo sono più che giustificate… Soddisfano un bisogno profondo dell’uomo di dirsi la verità fingendo che sia una finzione. La ribellione della natura che esprime una malvagità “reale” è una rappresentazione che ci riporta all’inizio deti tempi quando rannicchiati in qualche caverna i nostri antenati tremavano ad ogni rumore…. 🙂

  • Alice
    settembre 26, 2010

    Troppo bello!!!!”ho scelto il giorno sbagliato per smettere di fumare” ahahha

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