Colazione da… Tiffany

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Una delle discussioni più riuscite del gruppo “Il pranzo di Babette” è quella relativa alla colazione. In che modo si svolge la nostra prima colazione? Dolce o salata? A casa o al bar? E’ molto interessante notare come per un’abitudine universale le differenze tra ciascuno di noi sono molteplici. In quale luogo mentale ci immergiamo nel momento in cui ci approssimiamo al cappuccino e brioche o al thé con i biscotti? Perchè? E che mondo è il limbo più o meno prolungato tra il momento che ci alziamo e quello in cui cominciamo a sfamarci? Una delle rivelazioni più interessanti del bellissimo libro “Le nozze di Cadmo e Armonia” di Roberto Calasso è quando dice che all’ingresso dell’Ade greco, anzi nell’anticamera, c’era una figura che ti accoglieva e ti offriva da bere, in genere una donna e quello era un luogo sospeso tra il momento del trapasso e l’arrivo definitivo alla nuova realtà “il luogo in cui si giocava a dadi e si beveva birra” . Non posso non pensare che la mia piccola cerimonia del “caffè doppio con focaccia” non abbia a che fare con il passaggio da una dimensione ancora larvatamente onirica, nostalgica di uno stato caldo e molle e l’ingresso nella veglia vigile e senza sfumature della dura realtà. Adoro istruire il barman a fornirmi senza dovergli rivolgere neppure una parola tutto quello che mi serve per iniziare realmente la giornata, o meglio, per immergermi in quella che è soltanto una delle tante dimensioni della realtà, anche se quella “politicamente” prevalente. Riparato dagli occhiali da sole (che smetto solo quando piove soltanto perchè qualcuno che ti sfotte prima delle cerimonia del caffè può destabilizzare parecchio) attendo che alla fine il velo si alzi e i miei occhi possano alla fine sopportare l’esattezza insopportabile di tutte le cose.

4 Comments
  • isabella
    ottobre 3, 2010

    la mia colazione è sempre stata da bar (caffe americano con focaccia o brioches a seconda dell’umore), per ogni periodo della mia vita c’è stato un/una barista di riferimento che ha accompagnato l’inizio delle mie giornate. al limite posso condividere il/la barista ma non la colazione! è uno dei capisaldi della vita e non è mai stato in discussione.
    poi… colazione da tiffany… è all’interno di uno studio socio antropologico che un giorno sarà scritto… ;)))

  • Barbara
    ottobre 4, 2010

    La colazione è un rituale che mi manca. Mai avuto. Da bambina era una tragedia farmi fare colazione.
    Il mio metabolismo si sveglia MOLTO dopo di me, questo è assodato. Se gli do da mangiare mentre dorme, resta incazzato tutto il giorno (è un tipino suscettibile, chissà da chi avrà preso).
    Il pazzo si sveglia circa un paio d’ore dopo di me e a quel punto reclama quello che mi capita a tiro che potrebbe essere: un pacchetto di biscotti, delle gallette di riso soffiato, un decaffeinato, uno yogurt activia (ah, giusto, sono intollerante al lattosio, niente colazioni classiche), un mars avanzato nel cassetto della scrivania, una brioche stantia sopravvissuta per ovvie ragioni all’orda mattutina di chi fa abitualmente colazione e via dicendo.
    Però, nel fine settimana o quando sono in vacanza, che sia in casa o, meglio ancora, in albergo, allora mi piace sedermi a tavola e mangiucchiare roba.
    Vado a periodi. Questo è il periodo dei cereali nocciole e cioccolato belga e latte di mandorle ligh.

  • Barbara
    ottobre 4, 2010

    (L’ho detto che a fare colazione sulla Fifty Avenue son pronta ad andare in qualunque momento?)

  • isabella
    ottobre 5, 2010

    ora l’hai detto sorella! ;D

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