Sharon Tate’s falsetto

Una poesia di Montale e il brano di un film degli anni ’60… Un accostamento magari stridente ma girovagando su internet e imbattendomi sul filmato che ho postato qui sotto, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la poesia “Falsetto” una delle prime del poeta ligure e una di quelle che amo di più. Certo di Montale è caro lo spirito austero e distaccato, come quella pittura del novecento ligure, quei ritratti di signore malinconiche e di paesaggi assolati e deserti. Però…. Però… Non riesco a togliermi dalla testa che lo sguardo di Tony Curtis e un certo indugiare, anche audace, sulla forma splendida di Sharon Tate che salta su un tappeto elastico non abbia a che fare con quello che voleva dire il poeta nel suo testo. Tra noi, Sharon e Tony, e la poesia di Montale passano grosso modo 40 anni ad ogni tacca. Anche il brano musicale del film ha una sua modernità “passata” e si inserisce con garbo nell’emozione che resta immutata nel tempo…. “…T’alzi e t’avanzi sul ponticello
esiguo, sopra il gorgo che stride:
il tuo profilo s’incide
contro uno sfondo di perla.
Esiti a sommo del tremulo asse,
poi ridi, e come spiccata da un vento
t’abbati fra le braccia
del tuo divino amico che t’afferra.

Ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra.

3 Comments
  • Alessandro
    novembre 10, 2010

    bellissima suggestione, grazie 🙂 anch’io amo falsetto.
    beh, sarà scontata ma anche la scena della fontana nella dolce vita può andare bene per l’accostamento. con la differenza, non da poco, che marcello non era della razza di chi rimane a terra…

  • Barbara
    novembre 11, 2010

    Hai un ottimo pusher 😉

  • Giovanni
    novembre 11, 2010

    Ci hai azzeccato parecchio caro Ale… La scena della fontana de “La dolce vita” nasce come ispirazione da una poesia di Laforgue (che non ti so citare con precisione, l’avevo inserita nella mia tesi ma non trovo neanche la tesi) che apriva il capitolo della sceneggiatura di Flaiano che poi con la Ekberg e Mastroianni assunse ulteriori significati. Laforgue fu uno dei poeti europei che per tematiche e stile letterario (il correlativo oggettivo, etc) aprì la strada a una linea che vede Montale come moderno interprete.

    @Barbara, sì è vero l’ho cambiato da poco e devo dire sono soddisfatto … 🙂

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