La “settimana nera”

Godetevela. Al di là di quello che ho scritto nel post precedente. Godetevela. Ora. I secondi scorrono veloci e il tempo passa. La settimana nera si avvicina. Intendesi la “settimana nera” quei giorni che vanno dal 7 gennaio al 13 gennaio, immediatamente dopo la “trance” natalizia, l’inevitabile “down” dopo lo sballo di sbaciucchiamenti di auguri, crisi isteriche familiari, lotte spietate per qualche giorno di ferie e rincorse all’ultimo regalo scontato. Quando tutto questo finisce inizia la “settimana nera”. Bottiglie di spumante “La Versa” mezze vuote nel frigo e imbevibili per quel che ne rimane, panettoni duri come pietre, l’ultimo pezzo di torrone smangiucchiato. Quel simulacro di festa reso dai festoni appesi per strada ora è uno spettro rimosso pietosamente da omini scuri e tristi. Andate al lavoro scoglionati come sempre ma nessuno può più dire “meno male che tra poco arrivano le feste”. Se ne riparla a Luglio, se va bene. Al lavoro vi aspetta quello che ha lavorato al vostro posto in questi giorni e vi dice “Domani vado via io ti ho lasciato due cose da fare…”, il capo vi chiama e vi dice “L’anno inizia male c’è la crisi, bisogna farsi il culo…”. Aprite la posta ed è arrivata l’amministrazione del condominio. Iniziate a lavorare ma vi rendete conto di un sottilissimo particolare, quelli che POSSONO sono ancora in ferie. LORO rientreranno la settimana successiva perchè “rientrare subito dopo l’Epifania è un peccato, vanno via tutti dalle piste e sciare è una meraviglia”. Bastardi. Ora, ma proprio ora, in questo momento chiudete gli occhi e fermatevi un attimo. Pensate alla cosa che desiderate fare di più. Fatela. Pensatene un’altra, fate anche questa e via così sino a quando ci riuscite. Non perdetevi un secondo. Mangiate tutto il panettone e il torrone, finite il “la Versa”. Non lasciate tracce. Ora siete pronti. Manca solo una cosa. Ricordatevi una semplice parola, si tratta di un mantra, un piccolo esorcismo per la “settimana nera”. La parola è “FOTTITI” ripetetela tranquillamente tutte le volte che volete per quei sette giorni. Forse sopravviverete. Fatemi sapere.

14 Comments
  • Barbara
    dicembre 27, 2010

    Mh. Chiamami tra il 7 e il 9 e dimmelo :0)

  • Afra
    dicembre 27, 2010

    Caro Giovanni, stamattina, dopo duegiorniemezzodi culoindescrivibile, sono entrata in ufficio, mi sono seduta davani al pc e ho parlato ad alta voce, ho detto: “finalmente”. Poi, sempe ad alta voce mi sono chiesta “perchè finalmente?”. Ma riposta non seppi dare. Se non che, per quanto il lavoro sia stressante ( e ti assicuro io vivo una situazione lavorativa stessante )stare a casa e fare da mamma, cuoca, moglie, donna di casa e delle pulizie cercando, peraltro, di manenere un certo aplomb, beh è molto meglio fare l’isterica e instancabile lavoratrice. E quindi la ” settimana nera” per quanto mi riguarda non esiste, anzi. Quella sarà una settimana riparatrice.
    Sono sicura qualsiasi donna, ovviamente con casa marito figli adolescenti e un lavoro, concorderà. Non posso parlare per le donne single le quali, immagino, passino le ferie e le feste magari in condizioni più difficoltose dal punto di vista emotivo ( per alcune) ma ben più rilassate ( per tutte). Quindi io mi sbrano gli avanzi di panettone e di alcolici ( di notte mi attacco al torrone, quello morbido) e, più sorridente, me ne vado a lavorare. E la settimana nera me la lascio alle spalle.

  • Giovanni
    dicembre 27, 2010

    @ Barbara: perchè non il 10? Magari a voce, potremmo andare a pranzo insieme è da un po’ che non ci vediamo…:-)
    @ Afra: conoscendoti un po’, mi piace immaginare l’aplomb…:-)

  • afra
    dicembre 27, 2010

    L’aplomb è quella parte, ironica, della (mia) vita che mi diverte da morire.

  • Barbara
    dicembre 27, 2010

    E pranzo sia!

  • Giovanni
    dicembre 27, 2010

    Stai un po’ troppo sulle favole tu… 🙂

  • susanna
    dicembre 28, 2010

    ….lo spumante “La Versa” te lo berrai tu!:-)))))))

  • Giovanni
    dicembre 28, 2010

    “la Versa” non è il tuo soprannome?…:-)

  • susanna
    dicembre 28, 2010

    Naaaa Veuve Fourny!Mio marito è morto di cirrosi epatica…..:-))questo ai tempi Francesi, tornata in patria però ho avuto come nomignolo La grolla…chissà perchè!:-))Comunque insisto:La Versa lo bevi tu!:-)))))

  • Giovanni
    dicembre 28, 2010

    La grolla? No! Chissà perchè? 🙂 Sei proprio sicura, sicura che “la Versa” non sia toccata anche a te almeno una volta? 🙂

  • susanna
    dicembre 29, 2010

    :-))))La Versa mi è toccato di passaggio…. nel senso…è stato spesso presente su tavole casalinghe e bar…ora, al bar ho possibilità di scelta,nella tavola casalinga meno…il più delle volte “ho problemi cone le bollicine”funziona…ma visto, che più o meno ovunque vado, il vino me lo porto spesso non c’è nemmeno bisogno di rifilare la “bufala”(fregatura in romanesco)di circostanza…quindi si La Versa l’ho visto spesso ma non ci siamo mai baciati!:-)))

  • isabella
    gennaio 12, 2011

    io dal giorno 10, giorno del MIO rientro, ripeto alcune paroline che in questo blog beneducato non si possono ripetere!

  • Giovanni
    gennaio 13, 2011

    Eri piuttosto in tiro oggi, al di là del materasso scompisciato dal gatto che ti trascinavi dietro… 🙂

  • Annarita Scivittaro
    gennaio 8, 2012

    sono tutt'uno con te, jac! :)))

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