I love America…

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Una chicca che arriva direttamente dagli anni ’70 sepolta nella memoria ma capace di far riemergere in un giro di sintetizzatore e in un gorgheggio di Patrick Juvet, sensazioni sopite da tanto tempo. Questa canzone, perfettamente inutile, racconta la morbidità e la profondità di quel periodo, l’autosuggestione di un fascino sussurrata perchè tropo sicura di essere immortale, come una star del cinema, effimera ma, in quel momento, sfolgorante e luminosa…

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