Un sabato italiano

Quello che sorprese all’epoca dei testi di Sergio Caputo fu la freschezza del linguaggio e la capacità quasi metafisica di raccontare la vita così come quelli della mia generazione, anno più anno meno, la stavano vivendo. Qunado nel “sabato Italiano” cantava che “il peggio sembra essere passato” non lo diceva così per dire. Quando sentii quella frase mi sembrò geniale perchè descriveva uno spirito, uno stato delle cose, la sensazione prevalente. Nella vita, nella nostra quotidianità nulla sarebbe mai successo perchè qualcosa era GIA’ successo. Per i più vecchi era ancora la seconda guerra mondiale, il fascismo per i più giovani erano i drammatici brontolii di pancia provocati dal terrorismo (chi non ricorda il giorno del rapimento Moro? Mio padre mi venne a prendere in auto all’uscita della scuola e a casa la tv riprendeva in diretta il parlamento con i missini che ruomoreggiavano). Poi tutto questo passò, il peggio era passato anche per noi e si poteva galleggiare disordinatamente in un paese dove qualsiasi cosa potesse accadere non avrebbe mai turbato il placido rituale del week end e il plaicido divenire delle nostre esistenze. Ora sento di poterlo dire con certezza, quella canzone lì è datata il “sabato italiano” non è più un tempo filosofico di contemplazione e analisi dela realtà uguale a se stessa. Ora la realtà ha cominciato a muoversi. L’instabilità è il fattore dominante. La sorpresa è l’elemento più frequente della METAMORFOSI. In una frase: ma ve l’immaginate voi Andreotti che a reti unificate dice che lui non ha mai fatto Bunga Bunga? Napolitano quando era Napolitano faceva parte di un’area del PCI definita dei “miglioristi” ed era la figura più a destra all’interno del PCI e per questo guardato anche un po’ con diffidenza. Pensa un po’. Non è un problema di puritanesimo come dice Ferrara è proprio che a pensare uno come Fanfani accompagnato a Lele Mora e a Emilio Fede uno proprio non ci si riesce. La Tommasi che scrive sms a Fanfani. No proprio non mi viene. E l’aiutino me lo sono anche dato visto che anche Amintore non era alto. Ma non è neanche questo il punto. E’ che gli italiani si indignavano, allora si indignavano. E scendevano in piazza e discutevano. Moro nel pieno dello scandalo Lookheed urlò durante n comizio che la DC non si sarebbe fatta processare nelle piazze. Lui temeva che fossr stati gli americani a tirare su lo scandalo per farlo fuori e aveva anche le sue buone ragioni per crederlo. Si trattava di tangenti. Tanassi che era coinvolto sul serio venne processato. E condannato. E allora si parlava di ENORME scandalo. Cazzo, c’era stato anche un processo e un condannato. Ma non è neanche questo il punto. Il punto è che per quanto grottesco, balordo, infantile o banalmente volgare possa essere, il peggio sembra NON essere ancora passato.

3 Comments
  • Alessandro
    febbraio 13, 2011

    è vero. la canzone di caputo è datata ed era anche già un po’ nostalgica quando è uscita.
    il peggio non sembra essere passato. ma se devo analizzare il mio sentimento di oggi del sabato italiano non direi neanche che il peggio deve ancora arrivare. direi che il peggio, in qualche modo, sta scorrendo davanti ai nostri occhi e dentro o intorno alle nostre vite. da una decina d’anni almeno. quindi non si guida allegramente quando è quasi l’ora delle streghe: si procede un po’ guardinghi, ma si procede.

  • Giovanni
    febbraio 13, 2011

    In ogni caso direi che questa canzone è datata, le altre mantengono ancora la loro forza nonostante il filo di ottimismo che le attraversa… 🙂

  • Giovanni
    febbraio 14, 2011

    Sandro Pertini….

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