Trattato di vampirologia

Entri una libreria oggi e ti guardi intorno. Ci sono quelle insegne piccole e discrete che ti aiutano a orientarti tra uno scaffale e l’altro “letteratura”, “saggistica”, “filosofia”, “religione” e oggi se ne trova una del tutto nuova “vampiri” e la sezione è stracolma di libri neri, qualche immagine macabra, addirittura strenne dedicate ai “nosferatu”. Tra tutti questi libri trionfa la presenza di quelli della saga di Twilight e dato che immancabilmente ho visto il film, (Un tempo valeva la battuta “Non ho letto il libro ma ho visto il film” per indicare un’approssimata cultura oggi se non altro così si risparmia un sacco di tempo , come in questo caso) se non altro per curiosità, mi chiedo cosa sta accadendo. Il fascino del mostro è noto ma indugiando sulla trama e i personaggi di “Twilight” qualcosa non torna. In breve: in Twilight i vampiri sono interessanti, intelligenti, affascinanti e misteriosi, le persone normali sono degli imbecilli. Tutto il problema della protagonista è quello di farsi trasformare in vampiro per coronare il suo sogno d’amore e di stare per sempre con il suo amato vampiro anche perché tra i suoi coetanei non ce n’è uno che abbia la parvenza di essere qualcosa di più di un totale rincoglionito. Padre e madre compresi. Va bene. Ammettiamo pure che abbia ragione, per un attimo. Sono pur sempre dei mostri. Invece, no. L’ideologia di Twilight è totale, pone l’eccezione per affermare il principio. Ci sono ANCHE vampiri “stronzi” (cioè normali dal loro punto di vista) ma i bravi (vampiri) sono lì a proteggerti da loro, quindi il problema di fronte ad un mostro, se ipoeticamente ti ci trovi di fronte e NON è il tuo compagno di banco o il tuo collega, è se è “stronzo” oppure “buono”. Se è buono è fatta, hai di fronte Lord Brummel, se è stronzo allora vuol dire che sei proprio sfigato e fine dei giochi. Mi attardo nella riflessione, tanto se siete arrivati fin qui vuol dire che l’argomento vi interessa, perché ho sempre amato “Dracula” il mostro “per eccellenza”. La simbologia di questo personaggio si è espansa anche al punto di rappresentare qualcosa di “buono” paradossalmente , le pulsioni sessuali represse nella rigida e cupa Inghilterra vittoriana oppure l’anticoformismo, ad esempio. Però, il conte resta, pur sempre, irriducibilmente MALVAGIO. Cioè stronzo. Un punto fermo, insomma. Perché Twilight alla fine insinua un rovesciamento totale che non mi convince proprio. La normalità (fatta di rompicoglioni, inetti, imbranati, ciccioni e sfigati) è male, le persone infastidite dal sole,pallide come dei morti, asociali e tendenzialmente violente, ovvero l’anormalità, è bene. A questo punto mi perdo. Voglio un cattivo, ridatemelo. Un cattivo che mi metta alla prova, non che sia lì per figura, un personaggio intellegibile che mi provochi qualche sano brivido di paura, che mi inquieti, un po’. Insomma, se ti tolgono anche la certezza che i vampiri mordono sul collo, dove andremo a finire? Per fortuna è venuta in mio soccorso Megan Fox. Ora, secondo clichè consolidati, chi sarà arrivato a questo punto mi dirà “Giovanni vuoi mica dire che “Jennifer’s body” quell’atroce filmetto interpretato dalla Fox sia un capolavoro horror?” E io rispondo “Datemi allora qualche ragione per dire che la saga di Twilight non è una cagata”. “Jennifer’s body” NON è un capolavoro ma è onesto. E nel suo piccolo si impegna. Una ragazza, una cheersleader, discretamente gnocca, (Megan Fox, appunto) viene rapita da un gruppetto rock di passaggio nel solito paesotto della provincia americana. Quando ritorna è un vampiro. Diabolica e seducente, si divora tutti i “cattivi” compagni di scuola e a fronteggiarla, comprendendo la drammatica trasformazione avvenuta in lei, resta la vecchia amica compagna di scuola, scialba e “perbene”. Non è “Intervista con il vampiro” ma prova a “rileggere” il cattivo nella nostra realtà, in questo caso un’ammiccante Lolita che promette esplicitamente sesso ai suoi coetanei per poi divorarseli in un boccone. Invidiata e ammirata dalle compagne per la sua disinibita disnivoltura, desiderata da tutti i compagni per la sua bellezza ma, pericolosissima. E i conti tornano. Molto discretamente, si ritrova la lezione di Stephen King dove la mostruosità si annida nel quotidiano molto spesso nei modelli vincenti e nei soggetti “più forti” e tocca ai “diversi” e agli sfigati dal basso della loro normalità venirne a capo e combatterla. Perché anche l’horror ha una sua dimensione spirituale, “educativa” che proprio il maestro dell’horror ha segnato “Resisti, sii forte, sii valoroso, combatti per tuo fratello, per i tuoi amici; credi, credi in tutte le cose in cui hai sempre creduto, credi che se dici al poliziotto che ti sei perduto lui ti accompagnerà a casa sano e salvo, (…) Credi che tuo padre e tua madre ti vorranno sempre bene, e il coraggio è possibile e le parole ti usciranno di bocca corrette e senza esitazioni” (“IT”)

2 Comments
  • isabella
    marzo 20, 2011

    qui entriamo nel mio campo 😉 i vampiri in tutte le forme e declinazioni sono la mia passione! nosferatu con il volto di klaus kinski, dracula interpretato da gary oldman, tom cruise e brad pitt in intervista con il vampiro etc etc etc… tutti i libri di anne rice… anche se la saga delle streghe mayfair… ehhh son stati bei momenti. detto questo, un cattivo è un cattivo giac. ed è affascinante e seduttivo proprio per quello! vuoi mettere che palle l’umano grassottello e senza luce nello sguardo? no, perche diversamente non si spiegherebbe come mai le varie Mina rincorrano il pericoloso signore delle tenebre anche dopo averne scoperto le zanne! noi donne abbiamo una certa pratica nel beccare sempre il piu stronzo in una comitiva di mille… figurati se ci tiriamo indietro con un vampiro che ha pure il fascino dell’immortalità ;)))

  • Giovanni
    marzo 20, 2011

    Non entriamo nel merito dei gusti femminili rispetto agli uomini… Ne abbiamo parlato anche recentemente e non è certo la bussola che ci può orientare :-)… Si parla di bei tenebrosi, belli e impossibili si vagheggia di johnnydepp, bradpitt e poi? Ma per piacere, altro che zanne e canini…. Non vi tirate indietro davanti al più stronzo ma neanche al più scemo… 🙂 Sia per Mina che per Jonathan Harker il vampiro è associato alla passione e al sesso, tabù della società vittoriana che Stoker racconta… E in fondo Dracula e il mitico Van Helsing intepretano i valori del Romanticismo etc. King dice un’altra cosa: che la paura e il terrore hanno sintomi e manifestazioni non teatrali ma banali e quotidiane e i “mostri” rivisitati e corretti possono essere gli insospettabili vicini di casa. Chi si trova a fronteggiare tali mostruosità siamo noi… Come in IT (che è un capolavoro) il club dei ragazzini “Perdenti” che colgono l’invasività del male… 🙂

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