Essere Giovanni Giaccone

Ok, non è il sole che ha picchiato troppo in testa e neppure un delirio egocentrico. L’ispirazione, invece, al titolo “Essere john Malkovich” ci sta. E’ un esperimento, sostituire alla prima persona singolare l’infinito del verbo essere e vedere, come diceva Jannacci, l’effetto che fa. Quindi potete anche provarci voi che in questo momento scorrete perplessi queste righe per capire che cazzo sto dicendo. La prima persona singolare impone una sintesi, ciò che si è, è frutto di una dialettica che elimina i passaggi sbagliati, stilisticamente perfetta ma severa, opprimente e soprattutto a un determinato punto della vita, magari come me, ben oltre “il mezzo del cammin di nostra vita” (anche se in termini di longevità dai tempi di dante qualche passetto è stato fatto), è il punto culminante di una marea di episodi che nel tempo sono stati filtrati, cesellati come quei ciotoli erosi dalle onde in riva al mare, perfettamente ovali senza una grinza. La civiltà occidentale ci impone di presentare la migliore ipotesi di noi stessi e quando diciamo “io sono tizio” individuiamo un soggetto assai simile ad una stalagmite risalita pian piano goccia dopo goccia, sapientemente scesa a formare la persona che intendiamo essere. Sostituendo “io sono” con “essere” si ottiene un effetto diverso. Pensateci, è meglio. Intanto non sintetizza. Siamo proprio sicuri che per essere noi stessi dobbiamo censurare tutte le cazzate che abbiamo fatto? E poi, erano proprio cazzate? Quanto conviviamo ogni giorno con loro per quanto le abbiamo censurate dalla nostra “migliore ipotesi”? Alle domande “chi sei?” “Chi sono?” non vale la pena far rientrare quel migliaio di episodi, decine di migliaia di episodi, che abbiamo deciso di rimuovere in nome del marketing “nazista” che una società asfittica, compulsiva e collettivamente demente ci impone di censurare? Il Paradiso Terrestre, la totale armonia con la realtà è qualcosa di smarrito o che verrà per chi ci crede, L’idea di un giardino domestico dove passeggiare contemplando con soave beatitudine, i nostri errori errori, i piccoli sbagli, i limiti e le piccolezze di una vita senza paura è qualcosa che forse riusciamo ancora a riconquistarci.

5 Comments
  • barbara
    maggio 30, 2011

    Dico solo questo

  • isabella
    maggio 30, 2011

    essere isabella bianchi, e l’inconsapevolezza dell’esssere, uhm… sono isabella bianchi e non so mai dove sono…
    giac… sei sicuro che per me possa esistere differenza?

  • Giovanni
    maggio 31, 2011

    Per te vale più che per chiunque altro Isa, ti ritroveresti immediatamente ovunque… Anzi, pensaci proprio… E’ una rivoluzione copernicana… 🙂

  • isabella
    giugno 2, 2011

    umpf! è troppo facile! infierire su di me sull’argomento è come sparare sulla croce rossa! ;D mica fa punteggio!

  • Giovanni
    giugno 3, 2011

    Chi infierisce, dico solo che è un’opportunità anche per te… 🙂

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