Solo tu

C’è un’aria a Genova dove la musica è la cifra essenziale, in filigrana, di certi momenti. Le note hanno avuto un ruolo decisivo per farci cogliere qualcosa che sarebbe inevitabilmente sfuggito senza, ad esempio, le canzoni di Fabrizio De Andrè. Dopo la “Città Vecchia” passeggiare per il centro storico sotto la pioggia, senza ombrello, vedere un gatto rannicchiato su uno scalino e essere oggetto di un’avances da parte di una prostituta con la voce di Silvester Stallone, non è una mezz’ora di sfiga micidiale ma pura poesia. Ma questo è noto. Più difficile è cogliere l’aria in cui come per magia tornano alla memoria le parole di “Solo tu” dei Matia Bazar. E’ una Genova “minore” fatta di atmosfere estive, disfatte, da Albaro e Nervi, tra chioschetti che vendono anguria e il classico gelato sulla spianata di Castelletto. Quando fu scritta questa canzone nel ’77 in Italia e a Genova ci si sparava addosso e erano diversi quelli che uscivano da casa con il laccio emostatico in borsa. O con la pistola in tasca. Ma non per questo “Solo tu” è una canzone disimpegnata. Era un’altra aria. quella di una vitalità musicale straordinaria, di mille locali pieni zeppi di gente e musica, mentre nell’aria si diffondevano le note delle radio private. “Solo tu” insieme a “Stasera che sera” e “Per un’ora d’amore” sono state tre perle della musica leggera italiana dove “l’impegno” è declinato in un romanticismo non mieloso ma strutturato sull’alterità necessaria in quegli anni all’ipertrofico impegno politico. Chi passa da Genova o anche per chi ci sta, vale la pena godere del sottile piacere di gustarsi un cono sulla spianata di Castelletto e pensare “Stasera, che sera…”

3 Comments
  • isabella
    giugno 2, 2011

    accidenti giac… detesto essere cosi d’accordo con te! 🙂

  • Giovanni
    giugno 3, 2011

    Isa, ho semplicemente ragione1 … 🙂

  • Giovanni
    giugno 3, 2011

    Questa chicca è un filmato del 1975… “Stasera che sera”….

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