G8. L’inizio e la fine

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“Tutto quello che avete visto non è vero” Potrebbe essere questa la versione dei fatti del G8 di Genova. In tutto quello che è stato scritto negli ultimi giorni in occasione del decennale dei fatti che accaddero nel 2001 ho la sottile sensazione che se già non si era capito nulla allora, tutto questo tempo non ha aiutato granchè. Anzi. La sensazione spiacevole è che tutte le parole e le immagini riferite a quegli episodi, agli scontri, ai cortei in cammino, alla Polizia in assetto di guerra, alla città cintata come Belfast ai tempi dell’Ira, insomma, che a tutto questo sia stato sottratto il significato proprio e che l’affannosa ricerca di un senso rimanga un gesto di formidabile impotenza. Gli strutturalisti quando ci andavano giù pesante con le loro idee, ebbero l’intuizione anche provocatoria di dire che la parola realtà andava virgolettata “realtà” perchè non esisteva una realtà oggettiva ma tante “realtà”. Un’affermazione che mise alcuni di loro per un certo periodo di sparare qualsiasi cazzata gli passasse per la testa, tanto, virgolettando, nessuno poteva eccepire. Ovviamente sbagliavano, perchè un calcio nelle palle è pur sempre un gesto violento e “un calcio nelle palle” cambia poco almeno per chi lo prende. Qualcuno però ha capito che “un calcio nelle palle” tra virgolette per chi lo da, cambia. Faccio un passo indietro. Quei giorni significarono per una precisa cerchia di individui (diciamo il liberalismo di destra nato negli Stati Uniti all’Università di Chicago, Milton Friedman; Reagan, Tatcher, etc) il momento di dominio assoluto sul pianeta terra e la prospettiva di un potere illimitato in futuro. L’unica visione del mondo credibile, in quel momento era la loro. L’unico ostacolo che si frapponeva tra loro e il dominio assoluto era la contestazione civile di chi si era già accorto che qualcosa in quel modo di pensare non funzionava. Movimenti civili sudamericani che già avevano conosciuto sulla loro pelle i test friedmaniani negli anni ’70, le organizzazioni ecologiche che constavano l orami scrse e sempre più nocive risorse energetiche su cui si basava lo sviluppo e così via. Poi c’era Al Qaeda. I primi furono spazzati via da uno dei più strutturari e sofisticati ballon d’essai mediatici. Inscenare una guerra tra diverse migliaia di agenti e carabinieri e un migliaio scarso di “manifestanti” sistematicamente sfuggiti a tutti i controlli. Dopodichè far ricadere responsabilità e colpe sul movimento intero (300 mila persone a Genova e qualche milione sparsa per il mondo) svilendone principi e idee e archiviandone per dieci anni i contenuti. Così ci siamo passati dieci anni dieci a cercare di compredere qualcosa che era impossibile comprendere, una guerra che è stata solo subita da un popolo (gli italiani) desensisibilizzato, decerebrato e deculturalizzato, vittima di se stesso e del Mago di Oz che l’ha governato per vent’anni. “Tutto quello che abbiamo visto non e’ vero” perchè non è autentico la rappresentazione (macchine bruciate, lacrimogeni, vetrine sfondate) servì solo a spaventare e a impedire di pensare, servì solo a ritardare i meccanismi di una bomba a orologeria che sta scoppiando in questi mesi. Tornando al 2001. Due mesi dopo Al Qaeda, il mostro creato dalla “realtà” occidentale per combattere guerre non “nel suo nome” fece saltare le torri gemelle e rigettò tutti al fondo dell’incubo. Per quanto possa apparire paradossale da allora in poi ci stiamo solo rialzando.

5 Comments
  • Dina Boero
    luglio 19, 2011

    E’ un articolo troppo bello, sentito e forte. La canzone di Guccini mi ha commosso. Bravo Giovanni!

  • Giovanni
    luglio 21, 2011

    Grazie Dina pr il tuo affetto… Ci si prova a capire qualcosa…:-)

  • Giovanni
    agosto 4, 2011

    Video dei Casinò Royale. Le immagini rendono più di tantissime altre l’atmosfera del 21 luglio 2001.

  • Giovanni
    agosto 6, 2011

    Questo “speciale” lo realizzai intorno a settembre a neanche due mesi dagli eventi del G8. Ci sono immagini “nuove” con diverse angolazioni. (E io con dieci anni di meno).

  • Giovanni
    agosto 6, 2011

    E questa è la seconda parte…

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