Jolie Rouge

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La Jolie Rouge era la bandiera che i pirati issavano per far intendere all’equipaggio del veliero che stavan o attaccando che non avrebbero avuto pietà e che soltanto arrendendosi avrebbero avuto qualche possbilità di salvare la pelle. Partiamo proprio da questa prospettiva. Allora nel mondo si affrontavano tre grandi potenze la Francia, l’Inghilterra e la Spagna, che al di là delle reciproche differenze che le vedevano di volta in volta l’una contro l’altra avevano più o meno la stessa idea del mondo: impadronirsi di più terreni e cose possbili senza andare troppo per il sottile. Nonostante i caratteri fortemente religiosi delle tre potenze, due cattolicissime e l’Inghilterra successivamente luterana, lo schiavismo era lecito i ricchi erano straricchi e i poveracci morivano di fame e di stenti, a terra. O si imbarcavano e morivano di fame e di stenti in mare. Tutto doveva ancora venire, Cromwell, la rivoluzione francese, la comune di Parigi, Marx, Keynes, però il mondo era esattamente come adesso. Quindi nel panorama sconsolato dell’umanità tra il 1600 e l’inizio del 1800 anno più anno meno se stavi bene eri di una famiglia nobile e appartenevi all’aristocrazia era tutto ok, se no, no. Ora torniamo alla prospettiva, c’è un aristocratico imbarcato su un galeone spagnolo che attaversa l’Atlantico, viaggio noioso, si mangia di merda, la moglie soffre il mal di mare e non si tromba neppure, la ciurma è composta da una plebaglia puzzolente, girano topi grossi come gatti e l’acqua sa di piscio. Lui guarda l’orizzonte e non vede l’ora di arrivare alle Antille per mangiare come si deve e dormire in un letto degno di questo nome con una schiava mulatta. A quel punto all’orizzonte appare un veliero che si avvicina velocemente, l’uomo lo osserva con sempre maggiore interesse finchè sul pennone più alto non appare la Jolie Rouge, un teschio su campo rosso. L’uomo è sbigottito, nel suo mondo accertato sino a quel momento non esiste nessuna bandiera di quel tipo. “Chi cazzo sono questi?” Si tratta, appunto, dei pirati. Potremmo raccontarli con fiumi di parole ma se siete arrivati sino a questo punto credo che saprete qualcosa sui pirati e non mi dilungherò, diciamo solo oper usare una forma sintetica che i pirati erano “gente che si era rotta il cazzo”. Non c’erano particolari filosofie sociali, o meglio, ideologie, dietro a quella bandiera. Si trattava semplicemente di rifiuti del mondo sfuggiti a persecuzioni religiose, a invasioni coloniali, pulizie etniche, alla giustizia, perchè no, e alla disumana disciplina che regnava sui galeoni di allora. Quindi progressivamente marinai, ladri, eretici, assassini avevano trovato il modo di convivere in una forma brutale che poggiava i piedi nella disperazione ma che rompeva le rigide maglie interpetative del mondo di allora. Le cose, dicevano i pirati, potevano andare anche diversamente da come tutto pretendeva che andassero. Bastava opporsi. E ribellarsi. Finirono tutti male, non che non lo sapessero ma andò che alcuni di loro diventarono così ricchi da ritornare dall’altra parte e tradire tutti quelli che avevano intrapreso la pirateria. Molti di loro se lo meritavano di salire sulla forca. Ma ai pirati dobbiamo qualcosa. Lo spirito di avventura moderno nasce da loro, la sfida sistematica allo statu quo e l’alito di una libertà egoistica quanto si vuole ma altrettanto genuina nell’espressione. Bisognerebbe alzare ogni tanto la Jolie Rouge o magari decidersi ad alzarla una buona volta.

2 Comments
  • Franz
    settembre 16, 2011

    Non v’è ombra di dubbio che si stia andando in questa direzione…… Presto quelli di mezzo dovranno decidere da che parte stare, prima che il loro stato sociale lo decida al posto loro!

  • Giovanni
    settembre 16, 2011

    Non credo che ci arriveranno in tempo…

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