This must be the place

Scrivo in una giornata orrida. La tragedia di ieri sembra entrata nelle viscere della terra e le scosse di terremoto che uccidono e ci fanno trasalire nel cuore della notte sono tanto violente fuori di noi quanto nella nostra anima. Siamo afoni, e non abbiamo parole, salvo una stanca salmodia di vecchie frasi che hanno perso via via il senso nel procedere della nostra storia. Per ridare senso alle parole bisogna compiere gesti nuovi, per ritornare a essere senso occorre che ciascuno di noi ridecida che “questo deve essere il posto” dove vivere, far crescere i nostri figli e magari anche morirci ma non da schiavi del terrorismo, della strategia della tensione ma anche delle sempre più oscene e violente regole del nostro vivere quotidiano.

1 Comment
  • Clea Tavella
    maggio 20, 2012

    Hai scritto esattamente quello che sto pensando da qualche ora… vorrei che tutti fossero afoni, che si lasciassero da parte i toni polemici…almeno oggi…Invece leggo parole di rabbia appiccicate a pretesti fuori luogo di fronte a tanto dolore. Ho scelto questo Paese per me e la mia famiglia, forse perché ho avuto la possibilità di vivere in altri posti e so quanto di speciale ha da offrire, anche nelle sue contraddizioni. Vorrei, se potessi esprimere un desiderio, che l'Italia si svuotasse di chi non la ama, che questo Paese venisse scelto, profondamente amato e quindi aiutato a migliorare, giorno dopo giorno.

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