Sara Tommasi e lo sbarco degli alieni a Ostia

Negli anni ’70 furoreggiava una stampa scandalistica gossipara pensata soprattutto per le casalinghe di allora; in alcuni casi come in “Bolero” le notizie e i pettegolezzi facevano da cornice ai fotoromanzi, un genere di narrazione che andrebbe assolutamente ripreso, poi c’era “Stop” un rotocalco di notizie su affari di cuore e avvenimenti sensazionali, infine “Cronaca Vera” molto simile a “Stop” nell’impaginazione e nell’impostazione con le fotografie rigorosamente in bianco e nero ma con argomenti nettamente più forti rispetto all’altro rotocalco. Quando dico “forti” intendo argomenti che avevano a che fare con sesso e violenza, cronaca nera a tutti gli effetti anche se non mancavano ogni volta procaci signore costrette a ripetuti rapporti sessuali con marziani o lupi mannari.
Ne leggevo in continuazione di quella roba da bambino accompagnando mia madre dalla parrucchiera oppure nelle visite alla vicina di casa munita, un po’ perché non c’era altro da fare un po’ perché le storie, inutile legarlo, avevano un gusto torbido che solleticava la mia curiosità.

Il bello era che di quelle notizie lì non se ne sentiva parlare mai, i giornali e i telegiornali in casa mia erano seguiti e letti e quindi anch’io potevo verificare che quelle storie non erano mai riportate. Un giorno allora chiesi a mio padre per quale ragione il tg non parlasse del previsto sbarco alieno sulle spiagge di Ostia. Lui strabuzzò gli occhi e mi domandò cosa volevo dire e io spiegai così e cosà. Alla fine si fece sfuggire in dialetto: “ma quelle sun nesciaie pe abbbelinae” (stupidaggini per rioncoglioniti) e mi disse ancora “quelli sono giornali seri” indicandomi “Il Secolo XIX” e “L’Unità” che teneva sulla poltrona e “quelli sono giornalisti seri” indicandomi il lettore del telegiornale in tv.

Mi piacerebbe che mio padre fosse qui con me ora, non solo per questa ragione ovviamente, ma vorrei gustarmi la sua espressione nel leggere un articolo sul chip alieno nel cervello di Sara Tommasi oppure sulle cupe vicende del“porno killer cannibale” negli Stati Uniti o, magari, sulla pornoricattatrice che fa i film hard a tua insaputa e perché no, visto che ci siamo, anche sull’epidemia di zombie in California. “Papà” gli direi “ho creduto incrollabilmente a quello che mi hai detto per tutti questi anni, ma qui c’è qualcosa che non va: i giornali non li compra più nessuno, io leggo il telegiornale e sono quasi certo che quel giorno gli alieni sono sbarcati a Ostia.

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