Craxi primo “rottamatore”? Ma anche no…

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Ho letto e ho condiviso diversi passaggi dell’articolo di Maurizio Maggiani apparso domenica scorsa sul “Secolo XIX” che approfondiva i significati delle minacciate rottamazioni di Renzi e cercava collegmenti con il principio di questa “modernità” individuandolo nella figura politica di Bettino Craxi. Maggiani coglie molti aspetti condivisibili del tentativo da 30 anni a questa parte di liquidare i valori del dopoguerra e credo giustamente individua negli argomenti e nella filosofia di Renzi il definitivo attacco ai cosiddetti “valori della sinistra” che verrebbero in qualche modo (questo lo dico io non Maggiani) liofilizzati in pseudo valori come il merito e la giovane età. Ma a criticare Renzi è più bravo lui quindi non mi dilungo su questo; è la questione di Craxi che non mi ha del tutto convinto. Ho guardato il video del funerale di Enrico Berlinguer e cercato di individuare la risata di Craxi descritta dallo scrittore ma non l’ho vista. C’è il povero Pertini affranto dal dolore e al suo fianco il leader socialista allora presidente del consiglio ma nell’attimo in cui tra i due c’è uno scambio, un’occhiata non mi pare di vedere quella risata malefica descritta così bene. Certo, Craxi benchè fosse pienamente immerso nella storia che stava vivendo era più “moderno” del partito che gli sfilava sotto gli occhi quel giorno che con il funerale dell’ultimo grande leader celebrava anche la sua stessa fine per molti versi, Craxi si apprestava a vivere un decennio da protagonista indiscusso nel bene e nel male ma siamo proprio sicuri che sia lui l’origine di tutti i mali il detonatore della “grande rottmazione”? Craxi al Midas Hotel archiviò il vecchio socialismo di De Martino (e Pertini), ha indubbiamente contribuito all’ascesa dell’imprenditore Silvio Berlusconi e inventato il partito leggero e disinvolto che sino al 93 riusciva a seconda delle convenienze a formare giunte di sinistra e giunte di pentapartito gestendo il potere ma non finisce qui. Ci sono almeno due episodi che non tornano: il primo è legato alla vicenda Moro; il leader socialista si battè sino alla fine contro la scelta sostenuta da DC, PCI e buona parte del parlamento di non trattare con le BR per la liberazione dello statista democristiano.
CraxiCredo che sia stato uno dei più tragici errori dei partiti della prima repubblica sia dal punto di vista umano che dal punto di vista politico, per nessuno prima e per nessuno poi dopo valse una “ragion di stato” così rigorosa e cinica, Moro andava salvato e Craxi questo lo sostenne con forza, sino alla fine, nonostante il presidente della DC avesse il progetto di un’ampia alleanza con il PCI che a quell’epoca poteva essere il colpo di grazia per il PSI. Si oppose così alla più sanguinosa “rottamazione” mai avvenuta in Italia. A Sigonella quando gli americani pretesero la consegna dei sequestratori dell’Achille Lauro oppose i carabinieri a difendere “il patrio suolo”, valore molto antico, mostrando i muscoli all’ingombrante alleato/padrone dal 1945 ad oggi. Ve li immaginate i successivi governi compreso quello di D’Alema compiere un simile gesto? E su Berlusconi? Certo Craxi per decreto permise la diffusione sull’intero territorio nazionale e in diretta delle reti dell’imprenditore milanese superando così il blocco dei magistrati e contribuendo così all’inizio del monopolio delle tv commerciali ma rispetto a Prodi, D’alema e Amato che ebbero un quinquennio di governo per regolarizzare il conflitto d’interessi e mettere un limite al devastante potere editoriale del loro avversario politico quante colpe ha Craxi? E, infine, Craxi fu condannato dalle pubbliche piazze e dai tribunali, esiliato a Hammamet e indicato come l’origine di tutti i mali italiani, ma nessuno sino a oggi ha avuto la forza e il coraggio di fermare giuridicamente e politicamente Silvio Berlusconi che tutti indicano come il suo naturale erede, Bella contraddizione o no? Maggiani ha ragione quando dice che la “rottamazione” fu una pratica già usata nella prima repubblica e credo che il miglior antidoto alle ricette “renziane” sia la pratica degli antichi valori: dignità, solidarietà e resistenza.

2 Comments
  • Franco Reguzzoni
    dicembre 28, 2012

    Ciao Giovanni, mi hai fatto trarre un sospiro di sollievo quando hai notato che la risata di Craxi, semplicemente, non c’e’. Io francamente ho esaurito la pazienza con quelli per cui i fatti, se non ci sono, basta inventarli, e poi, oltrettutto, si convincono della realta’ delle loro stesse invenzioni. Diceva Pavese che la pazzia consiste nel credere eventi dei semplici pensieri. Evidentemente di pazzia nella politica italiana ce n’e’ ancora troppa, sia a destra che a sinistra. Ecco, forse questa e’ una distinzione trasversale, o, come si dice oggi, bipartisan, che vale la pena di essere presa in considerazione: la distinzione fra coloro che attribuiscono un primato ai dati di fatto e coloro che se li inventano.

  • Giovanni
    gennaio 7, 2013

    Grazie Franco, lascia un po’ perplessi questa disnvoltura anche perchè alla lunga rischia di essere pericolosa…

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