GLNS – “Tourists fuck off”

Giovedì 7 novembre è andato in scena alla Claque la prima serata del Genova Late Night Show. Uno spettacolo alla “Letterman” che vede anche la mia partecipazione insieme a quella del mattatore” dello spettacolo, Federico Sirianni. Con noi, giovedì scorso Fabrizio Casalino, Lisa Galantini, Alessandro Bergallo, Marco Cubeddu, Gianni Testino. Tra le figure fondamentali dello show Dario Apicella nei panni del nevrotico e isterico abitante del centro storico genovese Settimio Lavizzaghi e l’accompagnamento musicale, estro e poesia, di Andrea Gattico. Come dicevo, ci sono anch’io tra interviste agli ospiti e un piccolo monologo che pubblico di seguito.

C’è di nuovo che a Roma sembra abbiano finalmente trovato i soldi per il terzo valico. Ovviamente a Genova c’è grande soddisfazione anche se si teme che tra quattro milioni di anni il pianeta potrebbe essere sottoposto a una pioggia di meteoriti che guasterebbe l’inaugurazione del primo lotto. Le nostre linee ferroviarie hanno effettivamente qualche lacuna: Milano – Genova sono due ore, Torino – Genova due ore e trenta, Roma – Genova 6 ore. Possiamo e dobbiamo fare meglio stiamo allestendo delle squadre per far saltare i binari, abbiamo dei vecchi partigiani preparatissimi…

Per il resto, c’è grande discussione su chi abbia scritto la frase che dà il titolo alla nostra serata.
Sembra, secondo un’apposita commissione istituita dall’Università che si tratti di un esegeta che abbia voluto completare la frase incisa sul marmo in latino dall’altro lato della porta. Sembra che proprio i dogi avessero stabilito una certa frase ma poi con l’avvicinarsi del Barbarossa avessero messo fretta allo scalpellino che decise di non scrivere l’ultima frase e di ripararsi all’interno.

Quindi la frase completa è: “In nome dell’Onnipotente Dio Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Ben presidiata d’uomini e munita di una mirabile cinta di mura, tengo col mio valore lontani gli ostili colpi. Se vieni apportatore di pace potrai passare da queste porte se guerra minacci, triste e vinto dovrai ritirarti. A mezzogiorno e a ponente, a settentrione e a levante è noto
di quanti incontri guerreschi riuscii a superare, io, Genova! Turisti andatevene a ‘fanculo”

Al momento c’è un po’ di indecisione su dove vada inserita la frase….

Ora si sono create due scuole di pensiero: una che insisteva su una certa difficoltà nei rapporti interpersonali da parte dei genovesi l’altra che si trattasse di una frase beneaugurante una sorta di esorcismo per il timore che arrivassero pochi turisti, (si sa ad esempio che nel mondo dello spettacolo l’augurio sia ”Tanta merda” che se uno proprio non è a conoscenza del detto ha delle difficoltà a scrivere un sms del genere no?) i genovesi sono molto cerebrali, poi è stata scoperta un’altra frase che aiuta probabilmente a dare un senso alla cripticità della frase: “Bauscia Milanesi vendete le vostre merdose case al mare e tornatevene nella nebbia”

Qui mi sembra un po’ più chiaro…

Però bisogna spezzare una lancia nei confronti dei genovesi. Il clima, la famosa “maccaja” che faceva impazzire i marinai disturba la psicologia accentuando la bipolarità: il genovese è innanzitutto in forte conflitto con sé stesso è quello che la mattina esce dalla doccia vede la sua immagine riflessa sullo specchio e pensa: “Chi cazzo è quella merda nuda e bagnata che mi sta guardando male?”. Non risparmia nessuno il genovese anche i suoi affetti più cari. Un bambino afflitto dal distacco paterno un giorno chiese: “Papà, ma voi mi trattate così perché mi avete adottato? E ti sembra che avremmo scelto te, belin” .

Stasera parleremo anche di alcol. A Genova c’è stato un forte dibattito in occasione dell’oktoberfest se si deve bere o meno, quanto si deve bere, come… Poi sui giornali un editorialista importante come Marco Cubeddu ha fatto notare come nella movida genovese si beva anche birra di pessima qualità a quantità ingenti ed è pieno di gente che non ha niente da dire, quand’era giovane lui… Adesso ha 26 anni diciamo che lui girava nel centro storico che ne aveva 14? Però ha ragione. Cubeddu ha ragione. Perché quando eravamo giovani noi, molto tempo prima di Cubeddu le cose erano ancora peggio. Quando entravi nel centro storico c’era il servizio d’ordine dei sommellier: ti facevano un esame se non distinguevi il tipo di vino “Cos’è questo? Brunello di Montalcino dell’86? Ok, puoi passare” col cazzo che entravi nel centro storico e quando sbagliavi di grosso c’erano dei sommellier che ti tiravano certe “pizze” in faccia… Avvenivano risse tra i sostenitori di Derrida e quelli di Deleuze, sulle lattine di Coca Cola venivano citate frasi di Roland Barthes; i pusher di marijuana si consultavano con Andy Warhol prima di darti il tuo pezzettino, non era come adesso … Beh insomma stasera qui c’è Gianni Testino che ci spiega come comportarsi con l’alcol e io con l’impegno di Testino sull’alcol ho avuto una strana sindrome: ogni volta che sentivo parlare Testino di alcol mi veniva voglia di bere birra… Allora il mio psicologo mi ha detto: “L’incantesimo si scioglierà solo se Testino ti dirà che puoi bere una birra” ….

2 Comments
  • barbara fiorio
    novembre 12, 2013

    Diciamolo: un esilarante Fabrizio Casalino, una strepitosa Lisa Galantini, un brillantissimo Gianni Testino e un inatteso Marco Cubeddu, più spiritoso, ironico, politicamente corretto e intelligente dell’intransigente personaggio che spaccia sulle pagine del Secolo XIX 🙂
    Voi due sempre bravissimi, perché lo siete e lo sapete, ma avete avuto gioco facile, con quegli ospiti (e quel musicista).
    Non vedo l’ora di vedere come ve la cavate a dicembre.

  • Giovanni
    novembre 13, 2013

    Grazie Barbara sei molto gentile. Io mi permetto di spendere una parola anche per Dario Apicella – Settimio Lavizzaghi: aveva un compito improbo da outsider perché doveva rompere il ghiaccio dal pubblico e lo ha fatto benissimo. L’ironia canora di Andrea Gattico per me è stata una scoperta…

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