Chi conosce “Gigi il troione”?

Qualcuno giura addirittura di avere trascorso con lui un certo periodo difficile della vita, altri di avere passato una notte nel suo bar, dopo la chiusura, a bere tutti i fondi di bottiglia rimasti, altri ancora assicurano che non dimenticheranno per tutta la vita la letale portata alcolica dei suoi Negroni. Il problema è che Gigi detto anche “Il troione” o più semplicemente “Gigi il troione” non esiste. Non esiste almeno per quella che noi concepiamo una normale esistenza.

Ma facciamo un passo indietro. Se vi dovesse capitare in una serata trascorsa tra amici magari bevendo un bicchiere in più a raccontare di qualche vostra esperienza alcolica del passato non sarà difficile che prima o poi qualcuno lo tiri in ballo. “Una sera, tanti anni fa, ho bevuto tantissimo… Andavo con gli amici in un bar che era gestito da un tipo… Si chiamava “Gigi il troione”. E lì partono gli aneddoti. Il fatto è che a una più attenta ricerca di un individuo che risponda a tal nome le indicazioni arrivano da più parti: c’è chi lo ha incontrato a Genova, chi a Roma, Chi è svenuto bevendo i suoi Negroni a Torino, altri che si sono sbronzati senza ritegno nel bar di Gigi il troione a Lecce. I casi di ubiquità abbondano. Insomma, lui è ovunque ma quando il ricordo cerca di afferrare il dato reale la memoria tradisce: c’è la vena “Mercoledì da leoni”: “Chiuse il bar e andò in California a fare il surfista” oppure la vena “sentimental-poetica”: “Si è messo con una porno star e gestisce un bar a Las Vegas”. Irrintracciabile. Ma la spiegazione è una sola:

“Gigi il troione” è una creatura di un altro mondo, un demone nel senso greco dell’accezione, o ancora meglio, uno spettro, l’equivalente dell’”Olandese volante” per i pirati, una creatura che attraversa diverse dimensioni e che si manifesta nella nostra realtà dove le condizioni sono più favorevoli a quegli spiriti che inconsapevolmente lo evocano. L’accezione vezzeggiativa “il troione” non indica eccessi di promiscuità sessuale ma una forma di misericordia panica emergente da epoche non concepibili dal nostro intelletto. Preferisce le periferie urbane, piccoli bar senza pretese, gli angoli di anonime piazze non del tutto rischiarati dalla pubblica illuminazione, un’insegna della “Lavazza” e una vetrina con esposta qualche confezione regalo di prosecco “Laversa” i suoi deboli e semplici richiami. Nulla tradisce una “presenza”.

Perché lui si manifesta a uomini e donne e lo fa per una forma di compassione. Avete colto vostra moglie o vostro marito in flagrante adulterio? Siete fuori corso da due anni e il giorno dopo è il terzo tentativo per quel maledetto esame? Vi hanno licenziato? Avete perso tutti i soldi in un investimento finanziario criminale? Se la risposta è sì avete qualche speranza: se è sera e vi sentite più soli di un cane abbandonato in autostrada a Ferragosto guardatevi intorno, osservate la lunga fila di alberi sconquassati dall’inquinamento del viale sotto casa vostra e volgete lo sguardo a destra, c’è un’insegna? Un piccolo bar… Entrate… Lui sa di cosa avete bisogno…

Il brano del film che cito è tratto da “Fuori orario” di martin Scorsese, nonostante gli anni è uno dei dialoghi più intriganti che io conosca e c’è un particolare: verso la fine appare un barman, Rosanna Arquette lo chiama Peter ma sono convinto che sia lui in una delle sue tante manifestazioni.

8 Comments
  • Paolo Mazzucchelli
    giugno 15, 2014

    Mi sovviene un Gigi il Troione a Genova, San Fruttuoso zona via Amarena fine anni 80…..

  • Massimiliano
    giugno 15, 2014

    Io lo conosco… personalmente 😉

  • Giovanni Giaccone
    giugno 15, 2014

    Certo, Paolo poi si spostò in via Balbi ma si chiamava Roberto 🙂

  • Andrea Zarate Marchetti
    settembre 8, 2014

    L'originale citato anche da Fantozzi si chiama Gigi Picetti e aveva l'osteria in Piazza Banchi nel centro storico di Genova! Avrà chiuso una decina di anni fa se non sbaglio!

  • Giovanni
    febbraio 13, 2015

    Per quanto Gigi Picetti aiutato anche dal nome assomigli moltissimo alla descrizione di “Gigi il troione” non è lui. Io ne conosco altri due: uno aveva il “bar 2000” in Via Balbi una 20ina di anni fa, poi si convertì a un rigoroso cattolicesimo, dell’altro ne sentii parlare a Roma molti anni fa.

  • Fab Version
    aprile 13, 2015

    C’era negli anni ’90, nel villaggio di Selva Stazione, parecchi chilometri a sud di Parma sulla sponda del fiume Taro un’osteria gestita da un tizio chiamato Augh – vista la sua passione per i pellerossa – che era un Gigi il Troione in carne ed ossa. Beveva un bicchiere di vino per ogni bottiglia stappata, e specie se di buonumore era sempre pronto ad intrattenere gli avventori con scurrili battute in dialetto del posto ed elaborate blasfemita’.
    E si, ci ho bevuto, esisteva davvero questo posto e poi un giorno ha chiuso.

    C’e’ chi dice l’abbia chiuso l’USL per violazioni delle norme igieniche; chi dice che che la figlia abbia costretto Augh in una clinica per alcolisti…

    Ora Augh vive nei ricordi annebbiati dall’alcol.

  • TROIA
    giugno 4, 2015

    Gigi il troione è gay.

  • Lisa
    ottobre 21, 2015

    Io mi ricordo di uno nei vicoli, per ogni cocktail ordinato partiva l’urlo: chi è che ha ordinato questo cocktail da buliccio? E aveva questo spurga lavandini di nome Diablada… Noi lo conoscevamo come Gigi il troione.

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